Rainbow Republic, ArcobaMedia intervista Fabio Canino

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52 anni all’anagrafe, in 20 anni di carriera Fabio Canino ha davvero fatto di tutto e senza mai nascondere la propria omosessualità.
Attore, scrittore, conduttore radiofonico e noto volto televisivo, Canino è da settimane tornato in libreria grazie a Rainbow Republic, originale, curioso e apocalittico romanzo distopico gay quanto mai attuale, vista l’ancora tragica situazione italiana sul piano dei diritti. Tanto da meritarsi un’intervista con ArcobaMedia.

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Schermata 2016-03-22 alle 17.21.53Una Repubblica rainbow, in cui sarebbero gli eterosessuali ad essere ‘diversi’, l’ha probabilmente sognata qualsiasi omosessuale italiano. Almeno una volta nella propria vita. Ed è qui che sorge il tuo nuovo geniale romanzo che prende il genere distopico per ribaltarlo in chiave glbtq, tra sogno e provocazione. Un’idea che ha preso forma come, dove e quando.

L’idea ce l’avevo in testa da una decina d’anni. Mi piaceva l’idea di ribaltare gli stereotipi, i clichè e i luoghi comuni, anche perché è il miglior modo per smontarli, soprattutto ridendoci sopra con ironia. Volevo che la rainbow republic fosse assolutamente la Grecia ma mi mancava la motivazione per la quale la popolazione se ne andasse e fosse possibile una “rivoluzione” pacifica sociale e culturale. Purtroppo la realtà, che spesso supera la fantasia, ha fatto si che la situazione della Grecia mi “suggerisse” una possibilità. Mi auguro però che la Grecia, Paese che amo tantissimo, trovi presto la soluzione a tutti i problemi.

Fallita e ridotta in ginocchio dal default economico, la tua Grecia diventata Rainbow Republic si trasforma in una delle maggiori potenze al mondo grazie alla sua Pink Economy, che prevede semplicemente uguali diritti per tutti. Riforme a costo zero che qui in Italia, ancora oggi, fanno fatica a vedere la luce, anche se qualcosa sembrerebbe muoversi in tal senso. Come giudichi il DDL Cirinnà che non senza fatica ha superato le forche caudine del Senato. Sei tra quelli del ‘meglio qualcosa che niente’, o ti poni tra i ‘tutto e subito’.

Io sono per la terza via ovvero “meglio iniziare a cambiare e subito”. E’ chiaro e logico che il DDL Cirinnà non sia il massimo ne il traguardo, ma in Italia quando mai è stato fatto tutto e subito?! Non mi piace questo atteggiamento disfattista e polemico a tutti i costi di una parte della comunità. In tanti Paesi Europei le due cose, unioni civili e stepchild adoptions sono state divise per farle diventare leggi. Anche in Germania, per esempio, le due cose sono state fatte in due momenti diversi. E’ comunque un momento storico ed è l’inizio di un cambiamento epocale volenti o nolenti i vari cattofascisti rimasti. Adesso si va avanti con la consapevolezza di essere diventati “soggetto giuridico” cosa che prima non eravamo, il vuoto legislativo lo trovavo molto più pericoloso.

Credi sia davvero possibile che quella da te chiamata Repubblica Italo-Vaticana possa prima o poi ‘laicizzarsi’ a tutti gli effetti, tanto dallo sposare il matrimonio egualitario ed aprirsi ai pari diritti per tutti. O stiamo parlando di pura e semplice fantascienza.
Credo che prima o poi (…) saranno costretti anche qua ad adeguarsi ai cambiamenti del mondo intero. Il mondo va avanti nonostante l’Italia. Ma non so in che tempi. Noi come aggravante abbiamo il gatto appeso ai coglioni che è il vaticano.

Al fianco di Immanuel Casto hai scritto Da grande sarai frocio, pungente ed ironico ma  ahinoi maledettamente veritiero manifesto legato all’omofoba Italia di oggi, che puntualmente punta il dito contro chi è ‘diverso’, deridendolo e diffamandolo. Un’omofobia anche ‘mediatica’ perché è da lì, da tv, giornali e radio, che spesso prende vita la mala-informazione. Sei mai riuscito a spiegarti il perché di questo corto-circuito disinformativo nei confronti del mondo glbtq, vedi lo stupro a cui è andata incontro la stepchild adoption negli ultimi mesi. Tu che fai parte dell’Universo Media da oltre 20 anni, avendo fatto praticamente di tutto. Anzi a tal proposito, possiamo catalogarti come esponente della fantomatica lobby gay?

Puoi catalogarmi senza problemi, ma il problema è che in Italia non esiste nessuna lobby gay. Le varie associazioni lgbt Italiane rispecchiano perfettamente il modus operandi della sinistra e hanno sposato il loro stesso motto: “frammentiamoci così non otterremo niente!!”.

Ciò che ancora non ha ‘attecchito’, nel Bel Paese, è il coming out ‘vip’. Tolto Tiziano Ferro che ha gettato la maschera nel 2010, il nulla. O quasi. Da quale parte ti poni, tra chi sostiene l’utilità sociale nei confronti del coming out e chi difende l’inattaccabile diritto al silenzio e alla riservatezza del personaggio famoso di turno. Non credi anche tu che il coming out sia ancora oggi un messaggio straordinariamente forte per scardinare chiusure mentali e bigotte prese di posizioni.

Ma certo che è utilissimo il coming out! ed anche un dovere per quelli come me che sono conosciuti!! Chi si nasconde dietro ad una fantomatica privacy evidentemente ha problemi ad accettarsi non solo come gay ma anche come uomo. La visione dell’imbarazzante delirio di Renato Zero a Sanremo con il suo Italiano improbabile mi ha fatto rabbia e pena allo stesso tempo.

‘Esiste un solo modo per amare: amare’. Il tuo romanzo prende vita citando Oscar Wilde ed è qui che sorge l’ultima domanda. Come può l’amore fare ancora paura?

L’amore fa paura perché rende felici e la felicità è difficile da controllare. Ma io mi chiedo come si può godere della propria felicità se siamo circondati da persone infelici?
Sarebbe molto molto bello ed utile a tutti circondarsi di persone felici. Ma quando arriveremo a questo, di nuovo, la realtà avrà superato la fantasia.

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Rainbow Republic. Romanzo distopico gay.

Edito Mondadori – 249 pagine – prezzo 19 euro.

Cosa succederebbe se un giorno la Grecia, ridotta in ginocchio dal default economico, venisse progressivamente acquistata e occupata dalla comunità omosessuale globale? La risposta ce la dà Fabio Canino in questo romanzo: quella che un tempo fu la culla della civiltà occidentale diventerebbe una terra promessa per gay, lesbiche e trans di tutto il mondo, uno Stato a loro immagine e somiglianza, con istituzioni e leggi in linea coi loro gusti e le loro manie, una repubblica gay. In questa Grecia arcobaleno, per esempio, la moneta ufficiale è la Dragma, in onore alle drag queen più famose della storia, chi indossa antiestetici pinocchietti rischia di essere arrestato dalla Polizia del Buongusto, l’ospedale per bambini è il Candy Candy International Hospital, esistono corsie preferenziali per portatrici di tacchi a spillo, e i locali che trasmettono musica anni Ottanta possono godere di esenzioni fiscali. Ma in primo luogo tutti hanno gli stessi diritti e quella che gli analisti hanno soprannominato Pink Economy ha portato la Grecia a essere una delle maggiori potenze al mondo. A testimoniare tutto questo Ulisse Amedei, giornalista italiano che, accompagnato dalla giovane e avvenente Khloe, avrà il compito di raccontare alla retrograda Italia – quella che ormai è chiamata Repubblica Italo-Vaticana – ogni singolo aspetto di questa Grecia all’avanguardia.