Antonio Andrea Pinna, intervista ad Arcobamedia: ‘è in arrivo il mio primo romanzo’

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Antonio Andrea Pinna, o Andrea Pinna, se non semplicemente Andrea, è colui che ha stravinto l’ultima edizione di Pechino Express in coppia con Roberto Bertolini.
Ancor prima era noto ai più grazie alle sue celebri ‘PERLE’, che nel giro di pochi anni l’hanno tramutato in una star del web.
Un volto ormai riconoscibile e riconosciuto che si appresta a vivere nuove sfide, difendendo giustamente il proprio spazio ‘on line’ e provando a guardare oltre, come confessato nell’intervista rilasciata ad Arcobamedia che vi appresterete a leggere. Ma non in tutta la sua interezza, perché ad una fondamentale domanda su Pechino Andrea aveva inizialmente risposto, per poi doverla bloccare causa segretezza televisiva. Se il sottoscritto conosce ovviamente la risposta, voi, mi spiace, non la saprete mai. Buona lettura.

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blogger, influencer, scrittore, vincitore da reality, volto televisivo, opinionista e chi più ne ha più ne metta. Eppure io ti conosco da una decina d’anni, quando eri poco più che un pischello e il sabato sera lavoravi in una nota discoteca gay romana. Detto che tra noi non c’è mai stato niente, in modo da zittire subito le vecchie portinaie, non posso esimermi dal farti la più originale domanda di tutte: qual è stato il preciso momento in cui sono nate le ‘perle’, che ti hanno reso quel che sei oggi. Come è nato il tutto. Pinna Begins. Illuminami.

Il tutto nacque per disperazione. Da Cagliari (ai tempi vivevo a Roma) mi arrivò un’offerta di lavoro, così mollai tutto e tornai in terra natìa. Dopo soli 3 mesi, per motivi diciamo “aziendali”, la mia figura professionale (visual merchandiser) fu tagliata e mi ritrovai in una città in cui non volevo più stare, senza lo straccio di un lavoro, con una macchina da pagare e una madre da consolare. Così preferii Facebook all’analista, e cominciai a scrivere boiate per distrarmi dai cattivi pensieri e da quel malessere terribile che molto si avvicinava alla “depressione”. Di lì a poco, scrivendo come un matto tutti i giorni, mi ritrovai con più di 20 mila fan su Facebook. Era il gennaio del 2011.

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Schermata 2016-04-05 alle 17.36.12 con Pechino Express, vuoi o non vuoi, sei uscito dal web per incrociare il mondo della televisione, che ha innegabilmente ulteriormente aumentato la tua popolarità. Eppure ho letto non so dove una tua risposta estremamente intelligente, in un’intervista, in cui sottolineavi come il voler apparire a tutti i costi in quella piccola scatola sia molto anni ’90. Ed è un ragionamento che condivido appieno, ma che in tanti continuano a non percepire, sgomitando per stare 3 minuti su un divano a seminare fesserie. Riesci in qualche modo ad ampliarlo, a motivarlo, ad illustrarlo.

La mia professione, che a molti professione non sembra (e spesso neanche a me) è quella del “blogger” o “influencer”. Parole orrende, devo ammettere, ma non per questo sinonimo di disoccupazione. Io lavoro e vivo tramite il web, e quando nelle interviste mi chiedono “Cosa vuoi fare dopo?” rispondo sempre che potrei anche continuare a fare ciò che faccio. Nel senso che se uno lavora sul web non per forza si deve spostare da lì o sognare un’altra piattaforma, come la tivù per esempio. Io sul web son nato e sul web continuo a vivere. La tivù mi piace, non tutta ovviamente, ma non sento l’esigenza di doverci lavorare per forza, per l’insano piacere di andarci a tutti i costi. Se mi proporranno qualcosa in linea con i miei gusti e le mie capacità, ben venga. Se no sto bene dove sto. Volerci entrare forzatamente trovo sia una roba veramente anni ’90, di quando bastava una comparsata a Buona Domenica per diventare ricchi. Son finiti quei tempi. Per fortuna.

– Cinico e auto-ironico, polemico e sprezzante. Quanto c’è di vero di questo Pinna ‘mediatico’ nel Pinna reale, quello privato. Perché sarò matto ma ti ho sempre percepito in tutt’altro modo. Tendenzialmente timido. E non solo mentre dormi.
In realtà, per certi aspetti, sono molto timido. E come molti timidi so anche non esserlo per nulla. Viviamo avvolti da corazze, credo. Per esempio io mi sento un buono, e mi nascondo dietro il mio cinismo per sembrare quello che non sono. Qualcuno scrisse che “conteniamo moltitudini”. Sono profondamente d’accordo.

– in coppia con Luca Finotti sei stato di fatto colui che ha lanciato la trovata ‘Sanremo Arcobaleno’ durante l’ultimo Festival. Ti saresti mai aspettato una simile partecipazione, visto e considerato che durante le 5 serate il 90% dei cantanti l’ha con gioia sposata, tramutando l’Ariston nel magico mondo di Iridella. E soprattutto, credi sia servita a qualcosa, in termini puramente pratici?
Non so se in termini pratici sia servita a qualcosa. So che siamo riusciti ad essere presenti sul palco più discusso e ammirato della televisione italiana, e di questo sono abbastanza fiero, oltre che stupito perché non mi attendevo così tanta partecipazione. Per il resto, purtroppo, credo talmente poco nella classe politica che temo inciderà poco. Ma noi potremo dire di averci provato, e non è poco.

Diego Passoni, Costantino, Fabio Canino, Carlo Gabardini, Paolo Colombo, Cecchi Paone ed ora che sei entrato ufficialmente a farne parte anche te. Si fa fortunatamente sempre più ricca la lista di personaggi dichiaramente e serenamente gay che cavalcano, realizzano e diffondano la comunicazione glbtq, spaziando tra i vari media, mentre molti altri ancora continuano a celarsi dietro ingombranti e anacronistiche maschere. Se potessi parlargli, cosa diresti loro?
Gli direi di smetterla. La gente ha bisogno di sentirsi meno sola, i ragazzini che si scoprono gay vogliono e devono pensare che, nonostante questo, potranno arrivare ovunque vogliano, senza nascondersi. Se chi è famoso e fortunato continua questo triste teatrino de “la mia vita privata rimane privata” (che tradotto sarebbe “SONO GAY MA MI FINGO ETERO”) continueranno ad esserci giovani omosessuali frustrati che si fingeranno etero, uomini che tradiranno le mogli con le trans o con gay trovati sulle chat di incontri e, purtroppo, adolescenti suicidi.

– Tema: Antonio Andrea Pinna e i suoi progetti futuri. Svolgimento. Cosa bolle nella tua infinita pentola, dove, come e quando ti vedremo, ascolteremo, leggeremo, odoreremo, toccheremo e immagineremo nei prossimi 6/12mesi. Dimmi che non mi ritroverò ad insultarti su Twitter per una pessima fiction Rai alla Baciato dal Sole in cui provi a recitare. Ti prego.
Nessuna fiction, stai tranquillo. Per ora sto provando a dar vita al mio primo romanzo. Ho l’idea in mente ma non l’ho ancora cominciato. Sarà un romanzo leggero, ma comunque un romanzo. La cosa mi intimorisce assai, ma ci voglio provare. Male che vada, useremo il libro come sottopentola.