31 TGLFF, ecco il programma del Torino Gay & Lesbian Film Festival – Paola Turci e Alessandro Borghi in GIURIA

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84 film, tra lungometraggi, cortometraggi e documentari, che sono rappresentativi della pluralità di voci proprie del cinema LGBT.
54 anteprime italiane, 2 anteprime europee e 9 anteprime mondiali.
29 nazioni rappresentate. Quelle più in vista, con 18 film, sono gli USA e l’Italia, a cui è dedicata la sezione Km 0: gli italiani.
Spiccano poi la Germania, con 8 titoli, il Regno Unito con 6, Canada e Francia, entrambi con 5 pellicole. Tra le altre, si segnalano opere dall’Iraq (in coproduzione con la Germania), dal Vietnam, da Taiwan e da Cuba.
Un’attenzione particolare sarà riservata a India e Tunisia. Omaggio necessario ad Ettore Scola con proiezione di Una giornata Particolare in versione restaurata.
Verranno assegnati 5 premi: il Premio Ottavio Mai, individuato da una giuria di 3 esperti composta dal direttore della sezione Panorama della Berlinale e creatore del Teddy Award, Wieland Speck, la cantante Paola Turci e l’attore Alessandro Borghi; il Premio Queer e il Premio al miglior cortometraggio, che potranno contare su due giurie composte dagli studenti del DAMS dell’Università degli Studi di Torino e dell’Agenzia formativa tuttoEuropa. Il pubblico assegnerà poi due riconoscimenti: il premio The Best Torino al miglior lungometraggio (scelto tra i titoli del Concorso lungometraggi e del Premio Queer) e il premio per il Miglior cortometraggio.
9 lungometraggi in concorso, 7 lungometraggi in concorso per il Premio Queer e 20 cortometraggi in concorso.

Questi i numeri della 31esima edizione del Torino Gay & Lesbian Film Festival, quest’oggi presentata all’ombra della Mole e pronta a partire con Stonewall di Roland Emmerich.
Fiore all’occhiello della programmazione: Chemsex (Uk, 2015) di William Fairman e Max Gogarty. Il film racconta sedici storie legate a una pratica divenuta emergenza nella comunità gay londinese e non solo: il chemsex, una combinazione di sesso e droghe sintetiche, usate per far cadere le inibizioni in un contesto sessuale estremo. Saranno presenti il regista William Fairman e il medico David Stuart, fra i protagonisti del documentario.
Gli “infiniti sensi” di quest’anno si esprimeranno anche con una nutrita partecipazione di film italiani, a testimonianza della grande attività dei registi nostrani. Fa il suo ritorno al TGLFF il cagliaritano Giovanni Coda che, dopo aver partecipato, nel 2013, con Il rosa nudo (che ha ricevuto diversi riconoscimenti), porterà a Torino il suo nuovo lavoro Bullied to Death (Italia/Usa, 2016). Uno spazio del festival, poi, sarà dedicato interamente al Centro Sperimentale di Cinematografia con quattro titoli. Si tratta dei cortometraggi La tana di Lorenzo Caproni, Colla di Renato Muro e Merletti e borotalco di Riccardo Di Mario, Lilia Miceli, Anna Peronetto e Sara Tarquini, quest’ultimo prodotto dal Dipartimento animazione del CSC Piemonte.
In programma anche il documentario Al di là dello specchio di Cecilia Grasso, che narra la storia delle Eyes Wilde Drag, gruppo di performer e attiviste che, dal 2007, realizza spettacoli e laboratori per diffondere l’arte legata al mondo delle drag king.
Premiato come miglior documentario ai recenti Teddy Awards della Berlinale e presentato al Sundance 2016, Kiki di Sara Jordenö (Svezia/Usa, 2016) farà invece parte della selezione fuori concorso del 31° TGLFF. “Kiki” è un movimento di arti performative, diffuso a New York, che funge da collante per la comunità LGBT afroamericana. Al documentario, in veste di coautore, ha collaborato il ballerino e attivista Twiggy Pucci Garçon, da anni impegnato nell’organizzazione e nella promozione di eventi nel Bronx.
Per sancire, una volta di più, il legame tra i Teddy Awards e il TGLFF, quest’anno sarà proiettato Welcome All Sexes: 30 Jahre Teddy Awards di Rosa von Praunheim, omaggio del regista alla manifestazione berlinese.

Nei prossimi giorni, qui su Arcobamedia, alcuni dei titoli più attesi verranno presentati, tra trailer, locandine e informazioni base. In attesa di un’eventuale programmazione nelle sale nostrane.

I FILM IN CONCORSO
La belle saison (Summertime) di Catherine Corsini (Francia/Belgio, 2015, 105’)

Holding the Man di Neil Armfield (Australia, 2015, 95’)
Kater (Tomcat) di Klaus Händl (Austria, 2016, 114’)
Stuff di Suzanne Guacci (USA, 2015, 98’)
Théo et Hugo dans le même bateau di Olivier Ducastel e Jacques Martineau (Francia, 2016, 97’) Those People di Joey Kuhn (USA, 2015, 89’)
Tung lau hap woo (Utopians) di Scud (Hong Kong, 2015, 86’)
Viva di Paddy Breathnach (Irlanda/Cuba, 2015, 100’)
Wo wills du hin, Habibi? (Where Are You Going, Habibi?) di Tor Iben (Germania, 2015, 79’)

Premio Queer
Barash di Michal Vinik (Israele, 2015, 85’) Califórnia di Marina Person (Brasile, 2015, 90’)
Cha và con và (Big Father, Small Father and Other Stories) di Phan Dang Di (Vietnam/Francia/Germania, 2014, 100’)
Closet Monster di Stephen Dunn (Canada, 2015, 90’)
Los héroes del mal (The Heroes of Evil) di Zoe Berriatúa (Spagna, 2015, 95’)
O Ninho (The Nest) di Filipe Matzembacher e Marcio Reolon (Brasile, 2016, 4×26’ Pojkarna (Girls Lost) di Alexandra-Therese Keining (Svezia, 2015, 106’)

Concorso cortometraggi
Aire (Air) di Kami Garcia (Messico, 2015, 18’)
Balcony di Toby Fell-Holden (Regno Unito, 2015, 17’)
Betty di Kristiina Kello (Regno Unito, 2015, 9’)
Chanson d’amour di Renata Prado (Brasile, 2015, 12’)
Coming Home di Steven Liang (USA/Taiwan, 2015, 14’) Crossroads di Katie Smith (Regno Unito, 2015, 20’)
Cuarto de Hotel di Alejandro Zuno (Messico, 2015, 10’)
Double Negative di Brian Dilg (USA, 2015, 16’)
En la azotea (On the Roof) di Damià Serra (Spagna, 2015, 11’) The Future Perfect di Nick Citton (Canada, 2014, 13’)
Lost and Found di Lior Haen e Nizan Lotem (Israele, 2015, 8’) Lost Years di Alejandro Beltrán (Regno Unito/Spagna, 2015, 21’) Mørke Rum (Perpetual) di Peter Lavrsen (Danimarca, 2015, 27’) Mr. Sugar Daddy di Dawid Ullgren (Svezia, 2016, 14’)
Nasser di Melissa Martens (Olanda, 2015, 19’) Sk-Sonderkommando di Nicola Ragone (Italia, 2015, 19’) Trigger di Chris Folkens (USA, 2016, 11’)
Victor XX di Ian Garrido López (Spagna, 2015, 21’)
Wayne di Mario Galarreta (USA, 2015, 10’)
Xavier di Ricky Mastro (Brasile, 2016, 13’)

KM 0: gli italiani
Bullied to Death di Giovanni Coda (Italia/USA, 2016, 72’)
La donna pipistrello di Francesco Belais e Matteo Tortora (Italia, 2016, 39’)
Lina Mangiacapre. Artista del femminismo di Nadia Pizzuti (Italia, 2016, 43’)

Misteriosofica fine di una discesa agli inferi di Giuseppe Bucci (Italia, 2016, 13’) Principe Maurice #Tribute di Daniele Sartori (Italia, 2016, 50’)
The Second Closet di Sara Luraschi e Stefania Minghini Azzarello (Italia, 2015, 15’) La Tarantina di Fortunato Calvino (Italia, 2015, 60’)
Tiger Susy di Tommaso Rossi, Riccardo Pittaluga e Albert Tola (Italia, 2015, 15’) Tutta intorno a me (Keep You Around) di Maria Guidone (Italia, 2016, 11’)

Umana Voce di Alessandro Sena (Italia, 2016, 9’)

Gli italiani: Centro Sperimentale di Cinematografia
Al di là dello specchio (On the Other Side of the Mirror) di Cecilia Grasso (Italia, 2015, 54’)
Colla di Renato Muro (Italia, 2015, 30’)
La Tana (The Den) di Lorenzo Caproni (Italia, 2015, 16’)
Merletti e borotalco (Lace and Powder) di Riccardo di Mario, Lilia Miceli, Anna Peronetto e Sara Tarquini (Italia, 2016, 8’)

Liberaci dal male
Al mujtamaa (The Society) di Osama Rasheed (Iraq/Germania, 2015, 14’) Fair Haven di Kerstin Karlhuber (USA, 2016, 90’)
Henry Gamble’s Birthday Party di Stephen Cone (USA, 2015, 87’) Oriented di Jake Witzenfeld (Israele/Regno Unito, 2015, 80’)
Verfehlung (The Culpable) di Gerd Schneider (Germania, 2015, 96’)
Der Verurteilte (The Culprit) di Michael Rittmannsberger (Germania, 2015, 3’)

Tunisia: quale primavera?
Boulitik di Walid Tayaa (Tunisia, 2012, 25’)
Face à la mer di Sabry Bouzid (Tunisia, 2014, 20’)

Passaggi in India
Angry Indian Goddesses di Pan Nalin (India/Germania, 2015, 104’)

Ka Bodyscapes di Jayan Cherian (India/USA, 2016, 99’)