King Cobra, il vero Brent Corrigan attacca: ‘tentativo hollywoodiano di imbastardire la mia vita’

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“Ormai è finito, ma non si tratta di me. È un tentativo hollywoodiano di imbastardire i miei primi anni nel porno, con tanto di omicidio e bla bla bla. Comunque sì, lo vedrò. Probabilmente al cinema come tutti gli altri. Sono testardo, ma anche curioso. Ho delle idee molto precise sulla sceneggiatura, che è stata presentata a me circa 10 giorni prima del via alle riprese. Ho incontrato il regista e il suo agente. Furono decisamente insensibili, nel trattare l’argomento. Volevano che salissi a bordo del progetto senza nemmeno considerare l’idea di cosa tutto ciò sia stato per me. Ma alla fine quel che di sbagliato hanno realizzato, quei torti potranno essere corretti. Coloro che vorranno conoscere la verità su quanto accaduto la potranno scoprire attraverso il mio libro. E a quel punto mi sentirò meglio per non aver preso parte a qualcosa che voleva onestamente solo usarmi”.

Così parlò Sean Lockhart (qui a sinistra oggi), aka Brent Corrigan, a breve in sala grazie a Garrett Clayton (sopra alla premiere al Tribeca), che ne ha indossato i pochi abiti in King Cobra. Un film assai chiacchierato che accenderà i propri riflettori sul mondo del porno gay, raccontando una storia vera. Quella dell’allora 17enne Lockhart e di un produttore morto ammazzato. Storia che Brent, ancora oggi stella del porno gay grazie alle sue indiscusse doti, non ha particolarmente mandato giù. Anche perché alle porte, come scritto, c’è un libro di memorie che in caso contrario sarebbe completamente passato in sordina:  Incorrigible.