Rosso Istanbul di Ferzan Ozpetek, Serra Yilmaz sul set – foto

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Come dal sottoscritto dedotto un paio di settimane fa, ci sarà anche Serra Yilmaz in Rosso Istanbul, nuovo atteso film di Ferzan Ozpetek le cui riprese sono iniziate lo scorso 12 aprile.
Il regista turco ritroverà la tanto amata amica, meravigliosa 61enne vista in Harem Suare, Le fate Ignoranti, La finestra di fronte, Saturno Contro e Un giorno perfetto.
A pubblicare un’immagine dal set di una serissima Yilmaz lo stesso Ozpetek, che è tornato nella sua città dopo 8 film interamente girati in Italia.

“Tutti abbiamo assistito in questi anni al cambiamento del rapporto tra Occidente e Oriente, non solo politico e sociologico ma anche emotivo che è poi l’aspetto che più mi coinvolge. Perchè è cambiato, dopo tanto tempo trascorso in Italia, anche il mio rapporto con Istanbul. Con questo film, attraverso i personaggi ognuno dei quali è una parte di me, tento di ricucire quella relazione”.

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Rosso Istanbul è una co-produzione Italo-Turca prodotta da R&C Produzioni e BKM con Rai Cinema, con produttori Tilde Corsi e Gianni Romoli, per un’opera che nasce dall’omonimo romanzo edito nel 2013 da Ferzan.

Tutto comincia una sera, quando un regista turco che vive a Roma decide di prendere un aereo per Istanbul, dov’è nato e cresciuto. L’improvviso ritorno a casa accende a uno a uno i ricordi: della madre, donna bellissima e malinconica; del padre, misteriosamente scomparso e altrettanto misteriosamente ricomparso dieci anni dopo; della nonna, raffinata “principessa ottomana”; delle “zie”, amiche della madre, assetate di vita e di passioni; della fedele domestica Diamante. Del primo aquilone, del primo film, dei primi baci rubati. Del profumo di tigli e delle estati languide, che non finiscono mai, sul Mar di Marmara. E, ovviamente, del primo amore, proibito, struggente e perduto. Ma Istanbul sa cogliere ancora una volta il protagonista di sorpresa. E lo trattiene, anche se lui vorrebbe ripartire. Perché se il passato, talvolta, ritorna, il presente ha spesso il dono di afferrarci: basta un incontro, una telefonata, un graffito su un muro. I passi del regista si incrociano con quelli di una donna. Sono partiti insieme da Roma, sullo stesso aereo, seduti vicini. Non si conoscono. Non ancora. Lei è in viaggio di lavoro e di piacere, in compagnia del marito e di una coppia di giovani colleghi. Ma a Istanbul accadrà qualcosa che cambierà per sempre la sua vita. Tra caffè e hamam, amori irrisolti e tradimenti svelati, nostalgia e voluttà, i destini del regista e della donna inesorabilmente si sfiorano e, alla fine, convergono. Questo libro è una dichiarazione d’amore a una città, Istanbul.

 

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