Giallo Banana, arriva il primo investigatore gay italiano tra cultura pop e Roma cafonal

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Ogni mattina Vittorio Maria Canton di Sant’Andrea, quarant’anni e un metro e novanta per centodieci chili, poco prima che Gelasio, o meglio Anatoli, il maggiordomo, metta piede nella sua camera da letto, indossa la giacca da camera, finge di sistemarsi una chioma fluente che non ha, monta un rudimentale capestro e, con una smorfia cupa, infila la faccia nel cappio.
I finti suicidi sono, per il principe di Sant’Andrea, un’innocua esibizione quotidiana, e tuttavia sorgono da un’ anima dolorosamente afflitta dalla vita in comune con una vecchia zia malevola;
da una casa le cui pareti sono decorate dai segni dei quadri mancanti, l’unica fonte di guadagno rimasta all’illustre casato;
dall’amara constatazione che nessuno più l’invita alle feste che contano, nemmeno l’elegantissimo Caio Castaldi Cestelli che ha fatto recapitare alla zia Magda, anziché a lui, il suo prezioso invito al party Nobili alla ghigliottina.
Che fare? Dove trovare conforto? Nell’amata lettura di gialli scadenti stile Omicidio a Bora Bora? Nelle pasticche di Tavor?
La svolta della vita di Vittorio viene, inaspettatamente, proprio dal party Nobili alla ghigliottina, dove accorre l’intera aristocrazia romana.
Durante la festa, Priscilla Castaldi Cestelli, consorte del conte Caio viene trovata morta.
La versione ufficiale è: suicidio per impiccagione. Che assurdità! Una tesi così inaccettabile che Vittorio decide di trasformarsi in un implacabile investigatore.

Giallo sui generis, Giallo Banana è il primo romanzo scritto a quattro mani da Giovanni Di Giamberdino, scrittore, autore, critico tv Rolling Stone (tra i fondatori di Seriamente), e Costanza Durante, con Neri Pozza editore. Un’opera curiosa e divertente con vistosi riferimenti al mondo pop, trash e dichiaratamente queer, tra principi, contesse e un investigatore gay. Forse il primo investigatore gay dell’editoria italiana, chi può dirlo, che da appassionato dell’Isola dei Famosi intuisce l’assurdità della trama investigativa: la contessa morta suicida per impiccagione? Impossibile, visto e considerato che odiava persino i foulard.
Un progetto seriale, con i due autori già al lavoro su un capitolo due, perché l’idea di fondo è quella di tramutare il volto del principe Vittorio Maria Canton di Sant’Andrea in una diversa sfumatura arcobaleno nella letteratura d’intrattenimento. E allora dove parlarne, se non su Arcobamedia.

264 pagine, 16 euro, Giallo Banana.