Looking, il film – ovvero la chiusura perfetta di una serie meravigliosa (SPOILER)

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Era il 25 marzo del 2015 quando sul web esplose la notizia che Looking, serie ideata da Michael Lannan, sarebbe stata chiusa dalla HBO al termine di appena 2 stagioni.
18 episodi in buona parte diretti da Andrew Haigh, regista di Weekend, e di fatto privati di un degno finale.
Perché tante, troppe risposte erano rimaste in sospeso al termine di quel 18esimo episodio, tanto da portare il canale, fatto encomiabile, ad annunciare l’arrivo di una puntata ‘evento’, un vero e proprio film che mettesse un punto definitivo alle storie nate in quel di San Francisco, tra Castro e il Golden Gate Bridge.
Quel che è venuto fuori è andato in onda sabato scorso sulla HBO e finirà su Sky Atlantic mercoledì prossimo (con anteprima nazionale lunedì sera ai Bagni Misteriosi di Milano), per un’ottantina di minuti che hanno avuto il merito di chiudere in maniera perfetta una serie meravigliosa.
Perché il mondo LGBT, in televisione, così non si era mai visto.
Sfrontato e complicato, malinconico ed esuberante, complessato e sognante, ‘diverso’ eppure così ‘normale’ nel vivere problemi quotidiani che vanno oltre l’orientamento sessuale.
In 3 anni, ovvero da quella prima puntata andata in onda il 19 gennaio del 2014, abbiamo visto Patrick, Dom e Agustin crescere, sotto tutti i punti di vista, affrontando paure, amori naufragati, lavori mal digeriti e rapporti ingestibili. Con il film conclusivo Lannan e Haigh hanno chiuso con la solita sensibilità un cerchio, spostando avanti la storia di nove mesi, rispetto all’ultimo episodio del marzo 2015.
Un parto, non a caso, per veder nascere nuove consapevolezze, per dare stabilità ad un gruppo di amici che hanno finalmente trovato un punto d’equilibrio.
L’agognato locale di Dom, scottato dalle tragiche storie d’amore passate; il matrimonio tra Agustin e Eddie, così diversi eppure così innamorati; il rapporto tra Malik e la pazza Doris; ma soprattutto la doppia relazione ormai scoppiata tra Patrick, scappato da San Francisco ed ora tornato per le nozze del suo migliore amico, e i suoi storici ‘amori’. Richie da una parte, da un anno fidanzato con il saccente e odioso Brady, e Kevin dall’altra, di lui ancora innamorato eppure tornato con l’ex fidanzato.
Ed è proprio Patrick a dover ritrovare se’ stesso, chiudendo capitoli passati e facendo pace con quell’io a lungo detestato, ed Haigh e Lannon, ancora una volta, sono riusciti a dare credibilità ad un’invitabile ma tutt’altro che semplice maturazione, tra sguardi celati e abbracci contratti, baci rubati e parole non dette. Passare la vita a scappare è insensato, sottolineano regista e sceneggiatore, anche se spesso utile per guardare i ‘fatti’ con necessario distacco, perché tentare, osare, può concedere piacevoli sorprese. E non lasciare dietro di se’ i tanto pericolosi rimorsi.
Una realtà che un ancora innamorato Kevin sbatte in faccia con non poca brutalità a Patrick, dando così lui il coraggio per gettarsi tra le braccia del combattuto Richie, ritrovando quel sorriso da tempo scomparso.
’10 anni mai avrei immaginato di sposarmi!’, urla disperato uno spaventato Agustin prima delle nozze con Eddie. ‘Ma 10 anni neanche c’era permesso farlo’, risponde lui Patrick.  Segno dei tempi che cambiano e di certezze che mutano, perché nulla è per sempre, soprattutto dinanzi a quell’amore che quando arriva arriva.
La fine è un nuovo inizio, annunciava il poster del film, e così è stato, tra sorrisi, commozione e un finale da favola moderna onestamente necessario. Grazie HBO.