(Re) Assignment – Tomboy, Michelle Rodriguez difende il film dalle accuse di transfobia

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«Si tratta di un B-movie girato come una graphic novel noir. Interpreto il ruolo di un assassino per quattro giorni, poi un medico interpretato da Sigourney Weaver decide di punirmi evirandomi. Non mi sono mai sentita così donna come questa volta che ho interpretato un uomo». «Nel resto del film sono un uomo imprigionato in un corpo che non è più il suo. Per il resto, i truccatori hanno fatto davvero un ottimo lavoro per farmi sembrare con ogni dettaglio un vero uomo di razza mediterranea. Mi hanno coperto le tette e ho indossato una finta barba. Sono contenta di averlo fatto, l’industria hollywoodiana sembrerebbe essere a corto di idee taglienti. Vive di polemiche, a volte mi fa venire voglia di urlare, invece ho fatto quello che solitamente faccio in questi casi: giro un pazzo indie movie per esprimere la mia frustrazione. Vorrei aver avuto un paio di settimane in più per prepararmi a questo film, in modo da prendere più peso e farmi crescere i peli sulle braccia».

Così Michelle Rodriguez ha difeso Tomboy, film presentato al Toronto Film Festival da alcuni definito ‘transfobico’. Diretto dal maestro Walter Hill, (Re) Assignment, questo il nuovo titolo, non ha ancora una data d’uscita.