3 GENERATIONS, note di produzione sul film con Elle Fanning transgender

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Uscirà al cinema il 24 novembre prossimo e sarà presto presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione parallela Alice nella Città 3 Generations, titolo LGBT diretto da Gaby Dellal ed interpretato da Naomi Watts, Susan Sarandon ed Elle Fanning, qui negli abiti di un bimbo transgender. Al centro della trama, infatti, tre donne della stessa famiglia newyorkese appartenenti a tre generazioni differenti, con la trasformazione di una di loro che cambierà la vita delle altre. Ray (Elle Fanning) è una ragazza adolescente che sente il desiderio di diventare un ragazzo. Sua madre single, Maggie (Naomi Watts), deve quindi rintracciare il padre biologico per ottenere il consenso legale per il cambiamento. Dolly (Susan Sarandon), la nonna lesbica di Ray, ha qualche difficoltà ad accettare la scelta di sua nipote. Tutte loro si ritrovano a dover fare i conti con la propria identità per comprendere la trasformazione di Ray e ritrovare la serenità e l’equilibrio della famiglia.
Storia quanto mai attuale per un titolo dalla produzione coraggiosa e interessante, tanto da meritarsi un approfondimento legato proprio alla sua nascita, datata addirittura 2014. Parola alla regista, alla produttrice e alle protagoniste.

Non molto tempo dopo la premiere del suo terzo lungometraggio, ANGELS CREST, al Tribeca Film Festival 2011, la regista Gaby Dellal ha iniziato a rimuginare su un’idea per un nuovo film. Prima a New York e poi a Londra, ha avuto modo di conoscere molte persone che stavano crescendo i figli in contesti familiari “moderni” in cui uno dei membri – un genitore, un nonno o un figlio – era gay o transgender. Le loro storie e le loro esperienze con i figli adolescenti hanno catturato la sua attenzione: che cosa si prova a crescere un adolescente in una cultura che vive un gran cambiamento relativamente all’atteggiamento verso il sesso e il genere, decenni dopo la rivoluzione sessuale della fine degli anni ’60 e dei primi anni ‘70?
Le sue domande l’hanno portata a creare la storia di tre generazioni – nonna lesbica, figlia etero e nipote adolescente che, pur essendo nata femmina, si sente e vive come un maschio – che vivono sotto lo stesso tetto a New York. “Mi interessava mettere nella stessa casa tre generazioni di cui uno dei membri è una femmina che si sente un ragazzo”, dice Gaby Dellal. “La nonna doveva vivere un rapporto appagante e di lunga durata con la sua compagna conquistato dopo anni di falsità, poiché ai tempi della sua giovinezza essere lesbica non era un’opzione possibile. Al contrario, la sua nipotina adolescente ha già fatto outing come ragazzo transgender e vuole cominciare fisicamente la transizione. La nonna non riesce a farsene una ragione, al contrario della madre etero e single di Ray che fa del suo meglio per tirar su suo figlio transgender”.
Nella storia di una famiglia confusa da una situazione inaspettata, Gaby Dellal ha visto il potenziale sia in termini di humour che di aspetti drammatici. Il cambiamento di sesso era un elemento catalizzatore della storia, ma non l’unico obiettivo. Spiega Gaby Dellal: “Volevo fare un film divertente che illustrasse le dinamiche familiari, le prove e le tribolazioni implicite nel far crescere un bambino all’interno di uno stretto nucleo familiare.”
Ha quindi proposto il progetto alla produttrice Dorothy Berwin, che aveva già prodotto il suo film, pluripremiato ai BAFTA, ON A CLEAR DAY. Dorothy Berwin era stata fuori dal giro cinematografico per alcuni anni e non era nelle sue intenzioni rientrare in pista, ma l’entusiasmo di Dellal le ha fatto cambiare idea. “Ho amato subito la storia; era così commovente, divertente e intelligente che non ho potuto non accettare” ricorda la Berwin. “L’idea di Gaby era molto attuale nell’affrontare un problema sociale serio ma, allo stesso tempo, era sviluppata in modo sofisticato e riflessivo da farmi pensare che sarebbe stato molto fruibile.”
Per la sceneggiatura Gaby Dellal e Dorothy Berwin hanno iniziato a valutare autori disponibili sia a New York che a Londra, alla ricerca di qualcuno che sapesse trovare il giusto bilanciamento di tono tra la commedia e il dramma. Infine la loro scelta è ricaduta su Nikole Beckwith, una scrittrice di Brooklyn membro del Emerging Writers Group del Public Theater. Le commedie della Beckwith sono caratterizzate da dialoghi veloci su argomenti tristi: la morte di un membro della famiglia, l’abbandono, la perdita. “Per il teatro, scrivo farse sulle vostre paure più oscure. Sta tutto nel modo di gestirle”, dice ridendo. “Mi piace prendere sentimenti ed esperienze e trasformarli in qualcosa di positivo di cui le persone possano ridere. Tutti amano riconoscersi nelle commedie, aiuta ad interessarsi alla storia.”
Nell’autunno 2012 Gaby Dellal e Dorothy Berwin hanno quindi iniziato a ragionare sulla sceneggiatura e sui suoi temi centrali. In quanto donne etero, raccontare di una famiglia con un bambino transgender, implicava necessariamente fare le dovute ricerche per mettere in scena una storia che fosse autentica e rispondente alle esperienze di ragazzi transgender e delle loro famiglie. Le loro fonti hanno incluso persone, organizzazioni, documentari e, naturalmente, blog e materiale web della comunità transgender.
L’obiettivo fondamentale è stato quello di scrivere una storia su come vivono le famiglie moderne. La famiglia protagonista del film comprende Dolly e la sua partner di lunga data Frances, la figlia Maggie e il figlio transgender di Maggie, che ha cambiato il suo nome da Ramona in Ray. “Questa famiglia – che ha due mamme – ritrae il mondo di oggi sia per la figura della madre single Maggie, che per la lotta di Ray,” afferma la Beckwith. “Ho amici LGBTQ e ho cercato di fare del mio meglio per rappresentare momenti della loro vita di cui ero a conoscenza. L’idea era quella di demistificare un argomento, di solito più trattato nel cinema di nicchia, dicendo “ecco una famiglia media americana!”. Questa storia parla di famiglia, di identità, di amore e di accettazione. Si tratta di domande che sono centrali per ogni famiglia.”
Nella primavera del 2013 la prima stesura della sceneggiatura era pronta e Nikole Beckwith e Gaby Dellal hanno poi lavorato sulle successive insieme alla Berwin. “Abbiamo lavorato a stretto contatto. Non ho mai lavorato così intensamente su una sceneggiatura, ed è la cosa più divertente che abbia mai fatto in un progetto,” osserva la produttrice. “La chiave è stata quella di trovare l’equilibrio tra commedia, arguzia e dramma. Il film diventa molto accessibile quando si riesce a passare da uno tono all’altro in modo equilibrato e armonioso.”
I produttori Peter Saraf e Marc Turtletaub della Big Beach sono rimasti colpiti dalle qualità uniche della sceneggiatura e hanno accettato il progetto. “Ci è piaciuta molto la storia e il fatto che raccontasse di una famiglia in un particolare insieme di circostanze”, dice Saraf. “I personaggi e le dinamiche che intercorrono tra loro sono meravigliosi. Inoltre è un film drammatico che però da spazio allo humour: questi sono gli ingredienti per un grande film.”
Il produttore osserva che il fatto di far iniziare la narrazione quando Ray ha già fatto outing fa sì che il pubblico entri nella storia in un momento di grande carica emotiva. “Quando il film inizia, è già stata presa una decisione; si è già verificato un processo,” commenta Saraf. “Il grande passo deve essere compiuto e l’intera famiglia è costretta a confrontarsi con i propri problemi. Questo permette al pubblico di chiedersi “che cosa farei io?” E questo non vale solo per una famiglia con un bambino transgender, ma per qualsiasi famiglia che ha a che fare con problemi importanti. “Cosa farei io in questa situazione?””
Per la gioia della regista Gaby Dellal il casting è avvenuto con una rapidità inusuale. “Non ho mai avuto una sceneggiatura che tutti hanno apprezzato così tanto da voler entrare immediatamente a far parte del progetto. È andata così con 3 GENERATIONS.” Naomi Watts è stata la prima ad entrare a far parte del cast nel ruolo di Maggie, seguita da Susan Sarandon come Dolly, madre di Maggie e la nonna di Ray; Elle Fanning come Ray; Linda Emond nel ruolo di Frances, partner di lunga data di Dolly; Tate Donovan come Craig, ex partner di di Maggie e padre di Ray; e Sam Trammell nel ruolo del fratello di Craig, Matthew.
Elle Fanning ha gradito molto l’inaspettato approccio della sceneggiatura. “Ero felice che non fosse un film incentrato sul problema di essere transgender, ma sulle dinamiche della famiglia,” commenta. “C’è una scena divertente in cui Ray ha fatto a botte e la sua famiglia, che è costituita solo da donne, deve confrontarsi ed adattarsi ai tipici comportamenti e problemi maschili.”
Poiché minorenne (16 anni), Ray non può iniziare la terapia ormonale senza il consenso scritto di entrambi i genitori. Avendo la stessa età del suo personaggio, Elle Fanning ha potuto entrare in empatia con Ray. “È già molto difficile essere un adolescente, scoprire ciò in cui credi e capire chi
sei. Per Ray è ancor più difficile poiché è nato nel corpo sbagliato. È stufo di tutto e tutti, sente che è tempo di far qualcosa in modo da poter andare avanti.”
Elle Fanning ha preso il suo personaggio molto seriamente e con grande responsabilità si è documentata. “Quando devi interpretare un ruolo come questo è fondamentale farlo bene, perché rispecchi una intera comunità. Gaby e io ci siamo confrontate con molti ragazzi trans chiedendo loro di raccontarci cosa hanno provato quando hanno fatto outing, come hanno reagito i loro genitori, etc. Sono stati tutti molto aperti con noi. Gli adulti sono soliti dire agli adolescenti che sono troppo giovani per prendere una decisione del genere, perché non sanno cosa vogliono davvero, né cosa o chi sono. Ma questi ragazzi lo sanno eccome.”
Ray non ha dubbi su cosa prova e cosa vuole, mentre sua madre Maggie non ne è altrettanto certa. Come Naomi Watts stessa dice, “Maggie si è sempre impegnata per migliorare la vita di suo figlio, sacrificando un po’ la sua. È una donna intelligente e forte, ma sente che la sfida che l’aspetta è molto più dura di qualunque altra abbia affrontato in precedenza. Desidera fortemente aiutare suo figlio a raggiungere la serenità e felicità che merita. “Maggie lotta per difendere la sua autorità come madre da Dolly. Quest’ultima ha lavorato con numerosi musicisti jazz e accolto molte leggende nella sua casa. Interpretata da Susan Sarandon, la chic e sofisticata Dolly è il “membro alfa” della famiglia. Come Susan Sarandon stessa dichiara “Dolly è a capo del nucleo familiare in modo molto esplicito, chiaro e a volte indelicato. Ha una personalità creativa, curiosa, inquisitoria e, al contempo, amorevole e narcisistica.”
Ray non si aspetta opposizioni al suo cambiamento di sesso da parte di sua nonna anzi la vede come un’alleata naturale essendo una liberale donna lesbica. Ma, come fa notare Sarandon, “Essere gay non significa approvare il cambiamento di sesso. Essere gay ha a che fare con l’orientamento sessuale, mentre essere transgender riguarda l’identità. Dolly dà voce a tutti coloro che temono i trattamenti ormonali e gli aspetti medici del cambiamento di sesso.” Frances, la partner di Dolly, non ha riserve circa la decisione di Ray, ma preferisce tirarsi fuori dalla discussione. Per Linda Emond, che interpreta Frances, questo atteggiamento chiarisce il ruolo del suo personaggio all’interno della famiglia. “In ogni famiglia, le persone devono trovare il proprio ruolo. Non c’è dubbio che sia una casa piena d’amore, basata concretamente sul sostegno reciproco. Credo che il fatto che Frances non abbia un legame biologico con gli altri membri le permetta una maggiore obiettività. È un po’ come se fosse il timone della famiglia, sa quando è necessario esortare e incoraggiare.”
La determinazione di Ray a sottoporsi ai trattamenti ormonali, impone a Maggie di affrontare la, da sempre evitata resa dei conti con Craig, suo ex compagno e padre di Ray.
Tate Donovan che interpreta Craig sentì parlare del film per la prima volta durante una cena a casa di Gaby Dellal che conosceva dai tempi del college. Ne riparlarono un paio di mesi dopo a New York, ma allora Donovan non sapeva ancora che ci sarebbe stata una parte per lui.
Separati oramai da tanti anni, il primo incontro tra Craig e Maggie non va esattamente bene. “Craig è colto di sorpresa quando Maggie si presenta. Un po’ come se avesse dimenticato quella famiglia, e vive nella sua confortevole quite provinciale che viene bruscamente sconvolta dall’arrivo di Maggie. Donovan commenta così: “Alcune persone potrebbero considerare Craig un cattivo padre, ma io ho simpatia per lui; ha vissuto un vero e proprio trauma nel suo rapporto con Maggie e non è stato trattato molto bene.”
Donovan si è documentato parlando con giovani transgender e con i loro genitori. A tal proposito un documentario radiofonico su ragazzi transgender e le loro famiglie è stato particolarmente illuminante. “Un genitore aveva detto che era contrario perché nessuno vorrebbe dare il
consenso per far cambiare sesso al proprio figlio in giovanissima età. Ma aveva poi sottolineato che vedere il proprio figlio avere tendenze suicide perché profondamente, ma profondamente infelice a causa della propria identità, ti porta a riflettere. Come genitore si ha il dovere di salvar e il proprio figlio. Ed è questo il tipo di ragionamento che fa Craig, ritenendo inizialmente che Ray sia troppo giovane per prendere decisioni su se stesso, per poi arrivare ad accettare la decisione del figlio. L’interpretazione di Elle mi ha davvero aiutato molto in questa transizione di pensiero. Ha saputo trasmettere con grande intensità e potenza il senso di necessità di Ray, una sorta di “altrimenti morirò””
Durante tutto lo sviluppo del progetto, Gaby Dellal è stata in contatto con numerosi ragazzi trans e con le loro famiglie nonché con l’organizzazione GLAAD e con The Center di New York. Per preparare al meglio cast e troupe, un consulente della GLAAD ha spiegato la differenza tra trans e transgender e come si distingua dall’orientamento sessuale. Spiega Saraf, “Abbiamo cercato di ottenere informazioni e pareri in merito a ciò che stavamo facendo da quante più persone possibili per assicurarci che ciò che avremmo comunicato fosse percepibile come corretto e autentico. Non volevamo semplificare o mascherare le cose, ma al contrario far sì che tutto fosse rappresentato nel modo più realistico e vero possibile.”
3 GENERATIONS è stato girato in 25 giorni nei mesi di novembre e dicembre 2014 a New York e Westchester County. La location principale del film è una casa a più piani del 19° secolo situata in Stuyvesant Street nell’East Village di New York. Una ripida scala è l’unico mezzo di collegamento tra i vari piani. Dolly e Frances occupano i primi due piani, mentre Maggie e Ray vivono ai piani superiori, che sono più fatiscenti rispetto a quelli inferiori. Dice Dellal, “Ero molto entusiasta di girare in una casa stretta, angusta e un po’ in disordine. La scala centrale è una bella metafora della vita di Maggie. Lei sale queste scale infinite per raggiungere il luogo dove si nasconde.”
Per tutto il film, Ray va in giro per la città con lo skateboard, e gli abiti di Elle Fanning riflettono non solo l’identità maschile di Ray, ma anche la cultura skater. Bhasin dice: “Ray vuole essere un ragazzo come tutti gli altri. Indossa pantaloni maschili oversize, maglioni larghi, camicie di flanella e gli stessi stivali gialli ogni giorno. Il suo è un look contemporaneo da tipico adolescente dell’East Village.”
La Emond sottolinea come ci sia stata gran collaborazione sul set. “Abbiamo avuto tutti gran libertà di dire la nostra come è giusto in ogni buon ambiente creativo.”
Molte cose sono cambiate nel mondo da quando Gaby Dellal ha iniziato a ragionare su un film incentrato su una famiglia con un adolescente transgender. Ci sono stati dei cambiamenti dall’inizio delle riprese nel dicembre 2014: l’esercito americano ha annunciato che prenderà in
considerazione l’arruolamento dei transgender; Il New York Times ha lanciato una sezione editoriale dedicata alle questioni attinenti ai transgender; Caitlyn Jenner ha catturato l’attenzione del mondo con la sua transizione al femminile; un uomo transgender è diventato il principale candidato per la cover della rivista Men’s Health in occasione del concorso annuale Ultimate Guy; e la serie TRANSPARENT ha vinto il Golden Globe come Miglior Serie TV. Come osserva Saraf “Anche solo otto o nove mesi fa, era inimmaginabile affrontare questa tematica. È interessante e fa sì che il film possa entrare a pieno diritto in un dibattito dinamico.”
Susan Sarandon ha una lunga esperienza come attivista nonché è stata tra le prime a sostenere la comunità gay nell’ambito delle problematiche dell’AIDS nel 1980. Lei pensa che le persone si possano riconoscere in Dolly quando esprime sgomento e perplessità sulla scelta di Ray di cambiar sesso. “Quando Dolly esprime le sue obiezioni, dà voce a chi ha le stesse riserve. Infine Dolly comprende che ciò che cambia è solo un aspetto, un dettaglio, non trasforma la persona. Siamo più di sesso, età o colore. “
Gaby Dellal spera che il pubblico possa riconoscere qualcosa della propria vita nella storia di questa famiglia moderna. “Tutte le famiglie devono affrontare molte sfide nel crescere i figli, per questa si tratta dell’identità di genere, per altre può essere altro. Mi piacerebbe che le persone riescano a percepire i sentimenti, l’intimità e la confidenza di questa famiglia come se fosse la propria. Spero che la gente esca dalla sala sentendosi grata per la propria famiglia.”