Stato Civile, quando l’amore (LGBT) si fa servizio pubblico – 829.000 telespettatori e il 5,18% di share

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Due coppie.
Bruno e Orlando da una parte, Giorgio e Michele dall’altra.
Nel mezzo due unioni civili a lungo attese e ora finalmente diventate realtà, sotto l’attento occhio di mamma Rai.
Stato Civile, trasmissione fortemente voluta da Daria Bignardi che ha debuttato ieri sera, non ha fatto altro che raccontare con enorme tenerezza l’amore LGBT, per troppi anni demonizzato dai cattoestremisti del Bel Paese. Storie reali, di vita quotidiana, assolutamente ‘normali’ nella loro franca affettività, per la prima volta riprese nella loro semplicità. Servizio pubblico a tutti gli effetti che fino a pochi anni fa si poteva definire ‘inimmaginabile’, tra inevitabili polemiche, strascichi parlamentari, violente  prime pagine e insulti mediatici. Stato Civile ha invece raccolto enormi consensi sui social e discreti numeri dal punto di vista dell’Auditel (829.000 telespettatori e il 5,18% di share), confermando l’ovvia e già archiviata ‘accettazione’ delle unioni civili da parte dell’italiano medio. E senza che nessuna ‘famiglia tradizionale’, chi l’avrebbe mai detto, sia esplosa a causa dell’amore altrui. Cliccate QUI per rivedere la prima puntata, in attesa della prossima, in onda giovedì 10 novembre.

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