2016, ecco il meglio del cinema LGBT

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Anche il 2016, dopo l’ottimo 2015, è stato un anno fortemente LGBT.
Tanti i film a tematica gay visti in sala ma anche tanti, purtroppo, quelli mai arrivati nei cinema d’Italia, per 12 mesi da ripercorrere tutti d’un fiato snocciolando il meglio della cinematografia di genere dell’ultimo anno.

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È solo la fine del mondo di Xavier Dolan
Da poco uscito nelle sale d’Italia, basato sull’omonima piéce teatrale di Jean-Luc Lagarce, rappresentante per il Canada ai prossimi Oscar e Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes, È solo la fine del mondo ha ancora una volta confermato, casomai ce ne fosse ulteriormente il bisogno, il ‘fenomeno’ Xavier Dolan, qui per la prima volta alle prese con un cast internazionale.
Il bellissimo Gaspard Ulliel, giovane scrittore di successo profondamente malato, è omosessuale e torna a casa dopo quasi 20 anni d’assenza.
Qui, tra litigi, recriminazioni e urla con l’anormale famiglia, rivivrà sulla pelle dei propri ricordi il primissimo amore gay, da riassaporare attraverso le sporche molle di un materasso.
Pellicola dalla forza disumana, che prende a pugni lo spettatore alla bocca dello stomaco per poi non abbandonarlo mai, in un crescendo di emozioni che solo Dolan, oggi come oggi, riesce puntualmente a far venire a galla.

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La belle saison di Catherine Corsini
Presentato lo scorso anno al Locarno Film Festival ma ‘esploso’ nei Festival LGBT di mezzo mondo solo nel 2016, La belle saison è forse il titolo lesbo di questi ultimi 12 mesi.
Ambientato negli anni ’70, il film racconta l’amore tra la ventitreenne Delphine, in arrivo dalla campagna, e la 35enne Carole, ‘rivoluzionaria’ parigina che abbandona il compagno dopo averla incontrata. Un rapporto complicato, quello tra le due, anche se non soprattutto a causa della famiglia di Delphine, che finirà inevitabilmente per allontanarla dall’amata Carole. La Corsini indugia sui bellissimi corpi nudi di entrambe, senza però mai apparire gratuitamente morbosa.

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Weekend di Andrew Haigh
E’ un film del 2011, questo è vero, ma solo nel 2016 Weekend di Andrew Haigh è finalmente uscito nelle sale d’Italia. Un’onesta, intima, autentica storia d’amore che ha lanciato in orbita il talento di un regista straordinario, criticato dalla CEI e per questo ancor più da lorare, perché riuscito a rappresentare nel migliore dei modi l’esistenza di un sentimento omo, nudo, crudo e istantaneo.

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Quando hai 17 anni di André Téchiné
L’amore LGBT ai tempi dell’adolescenza, vissuta tra le altre cose in uno sperduto paesino tra le montagne di Francia. Quando hai 17 anni di André Téchiné è stata una delle piacevoli sorprese della stagione appena conclusa, con due diciassettenni che si fronteggiano. Damien e Tom potrebbero essere amici ma non si sopportano. Si insultano, e quando le parole non sono abbastanza si picchiano… nascondendo in realtà tutt’altro. Ovvero una meravigliosa storia d’amore.

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Heartstone di Gudmundur Amar Gudmundsson
Ha meritatamente vinto il Queer Lion all’ultima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia ma non ha mai trovato una distribuzione, purtroppo, Heartstone di Gudmundur Amar Gudmundsson. Titolo islandese con protagonisti due adolescenti che vivolo sulla propria pelle un’estate particolare. Perché se il primo cerca di conquistare il cuore di una ragazza, l’altro scopre nuove emozioni nella complicità tra maschi. Quando l’estate finisce e l’aspra natura dell’Islanda riprende il sopravvento, viene il tempo di lasciare il mondo dei giochi per affrontare la brutalità dell’età adulta. Un delicato coming of age gayo che si fa splendore grazie agli ipnotici panorami islandesi.