2016, il meglio della serialità tv LGBT – top 5

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Dopo aver visto il meglio della cinematografia LGBT e il meglio della televisione italiana dal punto di vista LGBT, chiudiamo questo 2016 con il meglio della serialità televisiva di stampo LGBT.
Una classifica tutt’altro che semplice, visto il boom ‘queer’ a cui è fortunatamente andata incontro la produzione televisiva nel corso degli ultimi anni, tra serie ormai rinomate ed altre piacevolmente sorprendenti.

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Transparent
Fenomeno raro, quello creato da Jill Soloway nel 2014. Perchè anno dopo anno, stagione dopo stagione, Transparent cresce. I mutamenti della famiglia Pfefferman sono sempre in via di sviluppo e vanno ormai ben oltre la ‘trasformazione’ di Mort Pfefferman, meraviglioso Jeffrey Tambor, in Maura Pfefferman. I cambiamenti coinvolgono tutti, seminando poesia e risate, commozione e momenti di grande televisione. 10 episodi di pura eplosione emotiva, quelli targati Amazon, per un gioiello di scrittura, recitazione e regia che rimane dentro.

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Looking – the Movie
Bisognava chiudere il cerchio in 90 minuti e Michael Lannan, creatore della serie HBO, e Andrew Haigh, regista di Weekend, sono riusciti nell’impresa. Sfrontato e complicato, malinconico ed esuberante, complessato e sognante, ‘diverso’ eppure così ‘normale’ nel vivere problemi quotidiani che vanno oltre l’orientamento sessuale, il mondo LGBT, in televisione, così non si era mai visto. ’10 anni mai avrei immaginato di sposarmi!’, urla disperato uno spaventato Agustin prima delle nozze con Eddie. ‘Ma 10 anni neanche c’era permesso farlo’, risponde lui Patrick. Segno dei tempi che cambiano e di certezze che mutano, perché nulla è per sempre, soprattutto dinanzi a quell’amore che quando arriva arriva. ‘La fine è un nuovo inizio’, annunciava il poster di Looking – The Movie, e così è stato, tra sorrisi, commozione e un finale da favola moderna onestamente necessario.

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Please Like Me
Nata nel 2013, l’australiana Please Like Me è esplosa solo negli ultimi mesi grazie a Netflix, che ha finalmente fatto sue le prime 4 stagioni. Protagonista il creatore stesso della serie, Josh Thomas, buffo ventenne dal volto ‘anziano’ che sin dalla prima puntata si rende finalmente conto di essere omosessuale. Lasciato dalla fidanzata, l’impaurito giovane si ritrova a letto con un aitante coetaneo nonché collega del coinquilino, Geoffrey. Risate ma non solo, con Please Like Me, estremamente originale e in crescita, stagione dopo stagione, tanto da meritare un più che doveroso recupero. Nel caso in cui l’abbiate persa.

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Black Mirror – San Junipero
La 3° stagione di Black Mirror verrà essenzialmente ricordata per San Junipero, 4° episodio a tinte lesbo che ha conquistato il mondo. Una storia sci-fi dai risvolti romantici con colonna sonora travolgente e sottotraccia non poco angosciante, quella scritta da Charlie Brooker, che ha di fatto regalato alla stagione tv appena trascorsa due indimenticabili personaggi: Yorkie (Mackenzie Davis) e Kelly (Gugu Mbatha-Raw), decise a (ri)vivere per sempre un amore folgorante. Persino dopo la morte.

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Eyewitness
Una vera sorpresa, quella targata USA Network, che è lentamente cresciuta negli ascolti e nelle dinamiche social. Un crime drama a tinte thriller in realtà trainato da una storia d’amore adolescenziale. Quella tra Philip e Lukas. Il primo adottato e il secondo, promessa del motocross, terrorizzato da quest’attrazione omosessuale nei confronti del coetaneo. I due sono i testimoni di una strage, c’è un assassino in circolazione sulle loro tracce, i cadaveri continuano a sommarsi e lo sceriffo della pacifica Tivoli, che guarda caso è proprio la mamma adottiva di Philip, preme sulle indagini. Da una parte il lato crime, dall’altra quello sfacciatamente romantico, con l’amore tra i due ragazzi esplicitato e combattuto, tra accettazione e omofobia interiorizzata, coming out e outing, amore paterno e normalità sentimentale.