Moonlight paga anche l’immotivata indifferenza critica e delude al box office italiano

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Acclamato dalla critica americana, travolto dai premi, vincitore di un Golden Globe come miglior film drammatico e candidato ad 8 premi Oscar (solo La La Land meglio di lui con 14 nomination), Moonlight ha deluso una volta uscito nelle sale d’Italia. D’altronde anche la critica del Bel Paese l’aveva inspiegabilmente snobbato, quando aprì l’ultima Festa del Cinema di Roma, con l’ultimo fine settimana che l’ha visto uscire in 83 sale con distribuzione Lucky Red.
Solo 174.432 euro incassati dalla pellicola LGBT di Barry Jenkins, con 27.808 spettatori e una media per sala di 2.102 euro.
13esimo posto al box office e esordio sottotono, a dir poco, per un film che domenica notte potrebbe clamorosamente sorprendere e far suo l’Oscar più ambito.
Una sottovalutazione imperdonabile, tanto per la critica quanto per il pubblico, per una splendida opera che racconta la vita di un ragazzo di colore, dall’infanzia all’età adulta, che lotta per trovare il suo posto nel mondo, dopo essere cresciuto in un quartiere malfamato alla periferia di Miami. Una riflessione intensa e poetica sull’identità, il senso di appartenenza, la famiglia, l’amicizia e l’amore. Da vedere, statuetta o meno, prima che la distribuzione nostrana lo divori e digerisca nel giro di un paio di settimane.

Nomination Oscar

Candidatura per il Miglior film
Candidatura per il Miglior regista a Barry Jenkins
Candidatura per il Miglior attore non protagonista a Mahershala Ali
Candidatura per la Miglior attrice non protagonista a Naomie Harris
Candidatura per la Migliore sceneggiatura non originale a Barry Jenkins e Tarell Alvin McCraney
Candidatura per il Miglior montaggio a Joi McMillon e Nat Sanders
Candidatura per la Migliore fotografia a James Laxton
Candidatura per la Migliore colonna sonora a Nicholas Britell