Oscar 2017, breve storia del cinema LGBT in casa Academy

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In attesa che Moonlight di Barry Jenkins (eterosessuale) possa ribaltare i pronostici della vigilia e far sua la statuetta più ambita ai danni di La La Land, è doveroso fare una sorta di riepilogo Academy in ambito LGBT.
12 mesi fa, come dimenticarlo, Sam Smith confessò dal palco di essere il primo gay dichiarato a far suo l’Oscar, scatenando non poche polemiche.
Perché il cantante aveva preso un abbaglio. Come rivelato da Ian McKellen, però, nessun attore dichiaratamente omosessuale al momento dell’incoronazione ha mai vinto l’Oscar, andato invece ad diversi attori/attrici etero che hanno indossato gli abiti di personaggi LGBT.
32 anni William Hurt ne Il Bacio della Donna Ragno, per poi replicare nel 1993 con Tom Hanks (Philadelphia), Hilary Swank nel 1999 per Boys don’t Cry, Charlize Theron nel 2003 per Monsters, Sean Penn nel 2008 (Milk) e Jared Leto nel 2013 (Dallas Buyers Club).
Nel 1982 John Gielgud vinse l’Oscar come miglior attore non protagonista per Arthur poco prima di fare coming out, come avvenne alla stella di Broadway Joel Grey, che lo vinse per Cabaret nel 1972 (per poi dichiararsi nel 2015 a 82 anni).
In ambito ‘registi’, John Schlesinger è stato il primo (e ad oggi unico) gay dichiarato a vincere un Oscar con Un uomo da marciapiede (1969), mentre nel 2008 toccò a Dustin Lance Black, sceneggiatore di Milk, far sua la statuetta.
Tanti gli Oscar tra i compositori: Peter Allen per Arthur (1981); Stephen Sondheim per Dick Tracy con Sooner Or Later, Elton John per Il re leone e soprattutto Howard Ashman, premiato per In fondo al Mar de La sirenetta e per la traccia portante de La bella e la bestia. A stroncarlo l’AIDS, poco dopo il trionfo. Da non dimenticare neanche John Corigliano, per il tema musicale di The Red Violin e Melissa Etheridge, per  la canzone “I Need a Wake Up” da Una scomoda verità.
Bill Condon, nel 1996, vinse l’Oscar per la sceneggiatura di Demoni e Dei, impresa 4 anni dopo replicata da Alan Ball per American Beauty.
Nella Storia degli Oscar mai un film a tematica LGBT è riuscito a far sua la statuetta più importante, con Bareback Mountain nel 2006 clamorosamente ‘bruciato’ da Crash – Contatto fisico di Paul Haggis.
Moonlight potrebbe quindi fare la Storia, questa notte, con Mahershala Ali e Naomi Harris, entrambi candidati come migliori attori non protagonisti, che potrebbero diventare i primi di colore a riuscirci all’interno di un film LGBT.

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Premi Oscar dichiaratamente gay

Sir John Gielgud
(1981)
Miglior attore Non protagonista per Arthur.

Joel Grey (1973)
Miglior attore non protagonista per Cabaret.

John Schlesinger (1970)
Miglior Regista per Un uomo da marciapiede.

Melissa Etheridge (2007)
Miglior canzone originale, “I Need a Wake Up” da Una scomoda verità.

Stephen Sondheim (1991)
Miglior canzone originale, “Sooner or Later (I Always Get My Man)”, da Dick Tracy.

Howard Ashman (1990 & 1992)
Miglior canzone originale, “In fondo al mar” da La Sirenetta
Miglior canzone originale, “La Bella e la Bestia” da La bella e la bestia

Bill Condon (1999)
Miglior sceneggiatura per Demoni e dei

Dustin Lance Black (2009)
Miglior sceneggiatura originale per Milk

Elton John (1995)
Miglior canzone originale, “Can You Feel the Love Tonight” da Il Re Leone

John Corigliano (1999)
Migliore colonna sonora originale per The Red Violin.

Alan Ball (2000)
Miglior sceneggiatura originale per American Beauty

Scott Rudin (2008)
Miglior film dell’anno con Non è un paese per vecchi. Produttore.