L’italiano “My Nature” apre il TranScreen, il Transgender Film Festival di Amsterdam

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La cerimonia di apertura del TranScreen Festival di Amsterdam di quest’anno avrà come protagonista My Nature, il film di Massimiliano Ferraina e Gianluca Loffredo che racconta la storia di Simone, nato bambina, in cerca della propria natura.
Il TranScreen è un festival cinematografico biennale giunto alla sua quarta edizione, organizzato dalla TransMotion Foundation, organizzazione impegnata nella diffusione della cultura della differenza di genere e nell’empowerment della comunità trans. Il festival accoglie film internazionali sulle tematiche transgender e sulla diversità di genere.
My Nature è stato scelto dal festival per la sua Opening Ceremony perché capace di raccontare nel profondo tutte le sfumature legate all’identità in trasformazione. Una vera e propria ricerca della propria vera natura, la propria essenza, al di là delle differenze di genere e dei condizionamenti sociali.

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«Siamo orgogliosi di questo importante riconoscimento internazionale, che anticipa l’uscita di My Nature nelle sale italiane con Movieday a inizio Novembre», afferma Massimiliano Ferraina, che parteciperà al Q&A che seguirà la proiezione. «Il TranScreen è un palcoscenico unico per le tematiche trangender e, in un senso più ampio, per la riflessione sulle differenze di genere».

Simone, uomo nato con genitali femminili, affronta un viaggio dentro se stesso per comprendersi, in un percorso di cambiamento di identità di genere che l’ha portato a mettere in discussione la propria vita, più volte. Durante l’adolescenza il conflitto interiore di genere diventa insopportabile. A 28 anni Simone decide di concludere il suo percorso di transizione e di diventare fisicamente uomo. Successivamente lascia Caserta e si rifugia nella idilliaca campagna umbra alla ricerca di un suo equilibrio interiore e felicità, ascoltando il richiamo della libertà e della propria Natura.

«Con questo film, ci siamo chiesti: quante volte si può cambiare nella vita? Quanto coraggio è necessario per cambiare direzione? Il fatto che Simone sia nato con quella che in termini medici viene definita disforia di genere, è stato un dramma, ma anche una grande opportunità. Lo ha reso inevitabilmente aperto al cambiamento e determinato a vivere una vita autentica».

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