120 battiti al minuto, 10.000 spettatori e 70.000 euro all’esordio nei cinema d’Italia

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40 sale sparpagliate in tutta Italia, sognando un weekend d’esordio con i fiocchi in modo da poter ampliare il numero di copie a disposizione nel weekend successivo.
E invece 120 battiti al minuto di Robin Campillo, capolavoro in trionfo a Cannes e vero favorito ai prossimi Oscar come miglior film straniero, pur comportandosi degnamente non ha fatto sfracelli nei cinema del Bel Paese.
66.998 euro in 4 giorni di programmazione, con 10.299 spettatori paganti, una media di 1.675 euro a sala (la 4° della top20) e un 18esimo posto complessivo al botteghino.
Era doveroso attendersi di più, vista anche l’ottimo lancio studiato da Teodora, con anteprime ad hoc tra Roma, Bologna e Milano in presenza di regista e parte del cast.
Il cinema d’autore fatica già di suo, ma quando si fa LGBT la fatica diventa doppia, ampliandone ulteriormente il dispiacere.
Perché 120 battiti al minuto, neanche a dirlo campione d’incassi in patria, è un film da vedere, da consigliare, da proiettare nelle scuole. Correte a recuperarlo, prima che sparisca del tutto dai radar cinematografici nazionali.