La battaglia del cinema LGBT al box office italiano – ottobre (deludente) mese da record

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Mai, vado a memoria, si erano visti tanti film a tematica LGBT nei cinema d’Italia in così poco tempo.
In 20 giorni appena, infatti, ben 4 pellicole sono sbarcate in sala, tanto differenti e variegate.
Ad aprire le danze, con annesse polemiche social, 120 Battiti al Minuto, capolavoro premiato a Cannes e tra i favoriti per l’Oscar come miglior film straniero in rappresentanza della Francia.
Il film di Campillo ha purtroppo deluso (solo 66.998  euro al debutto, diventati ad oggi 151.713 euro con 24.226 biglietti staccati), facendo infuriare Teodora e ridando fiato ad una vecchia ma attualissima polemica legata alla comunità LGBT, da sempre poco interessata ai film che la rappresentino, la raccontino.
Il 12 ottobre è toccato a Nove Lune e Mezza, esordio alla regia di Michela Andreozzi, imboccare la strada del cinema a noi vicino, perché legato alla gestazione per altri e con simpatica coppia di genitori gay al suo interno.
Oltre 300 copie a disposizione ed esordio con appena 381.831 euro per la pellicola, ad oggi arrivata ai 736.632 dopo i 251.026 euro incassati nel weekend. Non proprio un trionfo, anzi.
Nell’ultimo fine settimana, non contenti, sono stati addirittura due i film LGBT usciti sul grande schermo.

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275 sale per La battaglia dei Sessi, trainato da due star come Emma Stone e Steve Carell eppure incapace di andare oltre i 322.472 euro con 47.640 spettatori e una media per copia di appena 1.173 euro, e lo straordinario Una donna Fantastica, candidato cileno agli Oscar con eccezionale attrice trans protagonista.
Il film di Sebastian Lelio, premiato a Berlino per la sceneggiatura, è quello che tra i 4 si è comportato , con 117.717 euro al debutto, 18.934 spettatori e una media per sala di 2.065 euro. La 3° di questo fine settimana dopo It e il cartoon Monster Family.
Un poker di pellicole in grado di spaziare tra dramma, commedia, biopic e thriller, tra autori affermati e registe all’esordio, film acclamati e premiati, ma senza mai sfondare al botteghino. Ed è qui che si torna al gravoso quesito di due settimane fa: come mai la stragrande maggioranza dei gay, delle lesbiche e dei transessuali d’Italia continuano a snobbare i film che raccontano la storia, le battaglie, le aspettative, la vita della propria comunità?

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