Favola, Filippi Timi è una transessuale in stile Douglas Sirk – gallery, clip e note di regia

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Stati Uniti, anni 50. Tra barboncini impagliati, tè corretti al whisky, peccaminose lezioni di mambo e minacce d’invasioni aliene, Mrs. Fairytale, la nostra eroina, passa le sue giornate rinchiusa nella sua meravigliosa casa dei sogni e senza un attimo di respiro. Un mondo surreale in cui le aspirazioni e i sogni dei personaggi prendono corpo, si scontrano, crollano e si realizzano. Un sogno, forse, in cui chiunque può finalmente essere chi vuole essere, ma dietro al quale si cela un’altra, sconvolgente realtà. Una commedia fantastica e surreale per confrontarsi con il tema attuale dell’identità, attraverso un’estetica sfarzosa e sorprendente.

Questa la sinossi ufficiale di Favola, film di Sebastiano Mauri presentato al Torino Film Festival.
Tratto da un’opera teatrale, che aveva già visto Filippo Timi superstar, Favola si concede quest’oggi un’ampia galleria di immagini, 3 clip e delle ricche note di regia.
Sconosciuta, per ora, la data d’uscita, con un Timi davvero mai visto prima.
Meravigliosamente en-travesti.

Una rassicurante, placida, benestante provincia americana degli anni cinquanta, dove regnano indisturbate certezze universali: gli uomini sono autorevoli capofamiglia mentre le donne sono affascinate da un’aspirapolvere.
Dietro l’atmosfera rosea e spensierata, scopriamo presto che i nostri personaggi nascondono diversi scheletri negli armadi. Tra una messa in piega e un cambio d’abito, s’infiltrano un omicidio e un cambio di sesso.

Il racconto avanza su due piani paralleli: quello della fantasia, cioè il mondo che la nostra protagonista, Mrs. Fairytale, crea nella sua mente per ovviare alla sua sordida vita quotidiana, e quello della realtà, cui il pubblico ha accesso solo in un secondo tempo. Una volta rimosso il velo di Maya, nulla è ciò che sembra, e tutto ha un secondo significato, formando così una nuova e sorprendente immagine.
La cifra stilistica di Favola riprende la tradizione cromatica dei drammi anni cinquanta di Douglas Sirk. I colori, sia delle scenografie sia delle luci, non sono utilizzati solo per descrivere il mondo in cui vivono i nostri personaggi, ma anche per abbracciare i loro stati d’animo: emozioni forti, colori forti. È anche un mondo immaginario, ricostruito nello stile dei film hollywoodiani dell’era d’oro del cinema. Un mondo artificiale, esagerato e persino impossibile.
Favola è una black comedy in costume che usa l’ironia per farci riflettere su temi seri, e il passato altrui per gettare luce sulle contraddizioni del nostro presente, narrando la presa di coscienza e liberazione di una straordinaria donna americana, bianca, borghese e transessuale.

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