The Miseducation of Cameron Post, Chloë Grace Moretz incanta il Sundance con il film contro le teorie riparative

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Scaled Image 4Il Sundance è pronto a colpire ancora.
Dopo aver lanciato titoli LGBT come Moonlight, The Handmaiden, Call Me By Your Name, Beach Rats, LadyBird e God’s Own Country, il Sundance Film Festival è tornato con un altro titolo accolto da calorose critiche.
The Miseducation of Cameron Post di Desiree Akhavan, con Chloë Grace Moretz negli abiti della Cameron Post del titolo.
Ragazzina di dodici anni che vive a Miles City, nel Montana, la sua vita si divide tra la frequentazione con la sua migliore amica, una nonna estrosa e due genitori.
Quando un giorno Cameron bacia la sua amica succede una tragedia: i suoi genitori muoiono in un incidente stradale.
Tratto dall’omonimo romanzo del 2011 di Emily M. Danford, il film segue Cameron in un centro di terapie di conversione, dove trova altri adolescenti spediti in un centro di ‘guarigione’ dall’omosessualità.
Stampa in estasi per la prova d’attrice della Mortez, bimba prodigio tutt’altro che perdutasi per strada una volta cresciuta.
Chloe ha conosciuto personalmente diversi ragazzi e ragazzi costretti a subire l’umiliazione delle teorie riparative, come Matthew Shurka, tra i consulenti della pellicola che ha accompagnato il film al Sundance.

“Ora sono illegali in nove Stati diversi, ma solo per i minori. Solo il New Hampshire ha votato per renderle completamente illegali”. “Il disegno di legge più recente viene da New York City, con il sindaco che vuole renderle illegali per tutte le età. Sfortunatamente, è legale negli Stati rimanenti.” “Sono uno dei sopravvissuti e Chloe ci ha uniti”. “Il film è molto commovente. Grazie“.

Sconosciuta la data d’uscita italiana, così come l’eventuale distribuzione.