Tuo, Simon, Xavier Dolan elogia il film LGBT: ‘E’ un passo enorme per tutti noi’

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“Concentriamoci sulla sua esistenza e sul fatto che un importante studio cinematografico ha realizzato un film dedicato alla storia di un teenager che rivela di essere omosessuale. Una porta si è aperta, ed è stata aperta in precedenza, ma questa volta vedo filtrare della luce”.
“Ho visto così tanti film da ragazzino sulla comunità LGBTQ, andando alla disperata ricerca di risposte, chiuso nella mia stanza.
La maggior parte dei film erano brillanti e hanno dato forza al giovane artista che volevo diventare, ma lasciava al giovane che ero poca speranza. Suicidi, problemi di cuore, bullismo, attacchi violenti.
Tuo, Simon, in tutta la sua serietà e normalità mostra le difficoltà di rivelare la propria identità, ma con un epilogo che ispira i teenager che lo vedranno perché non si sentono “normali”. Forse insegnerà loro che, anche se la loro vita non è privilegiata come quella di Simon, possono fare qualcosa”.
“Se avessi visto questo film quando avevo quindici anni forse le cose sarebbero state diverse. Sono felice di come si è risolta la mia situazione e, nonostante la solitudine che provi quando sei un teenager che fa coming out, mi sono sentito sostenuto. Sono stato fortunato, ma molti ragazzi non lo sono. Tuo, Simon è un passo enorme per loro e per noi. Grazie a tutti gli artisti e alle persone coinvolte”.

Così Xavier Dolan ha elogiato sui social Tuo, Simon, titolo sull’amore adolescenziale LGBT uscito lo scorso weekend negli Usa, grazie alla FOX, e in arrivo in Italia solo a fine agosto.
Interpretato da Nick Robinson, Katherine Langford, Alexandra Shipp, Miles Heizer, Logan Miller, Jennifer Garner e Josh Duhamel, Tuo, Simon ha incassato 12 milioni all’esordio americano. Questa la trama:

Simon ha diciassette anni e un amore segreto per Blu, un ragazzo conosciuto on line con cui intrattiene un’intensa, tenera corrispondenza. Il loro rapporto è al sicuro finché un’email non finisce nelle mani sbagliate: quelle di Martin, il bullo della scuola, che ora minaccia di rivelare a tutti lo scoop dell’anno… a meno che Simon non l’aiuti a conquistare Abby, la ragazza di cui è innamorato ma che non lo degna di uno sguardo. Per proteggere il suo amore, Simon dovrà affrontare per la prima volta la paura di uscire dal guscio che ha costruito intorno a sé, trovando il coraggio di rinunciare alle proprie sicurezze per fare spazio alla bellezza e alla libertà di essere se stessi. Email dopo email, il sentimento per Blu cresce, e così la voglia di conoscersi e di far conoscere agli altri chi è davvero.

After seeing Love, Simon, I felt like coming out to my mom Jennifer Garner (the 13 Going on 30 Jen), and walking in the corridor of my high school with a lost, yet sexual gaze. Congrats to my friend @therealnickrobinson who is so generous and genuine in this that I filed a proper adoption form. I’ve stored my passport in the freezer once or twice Nick but I can be a good parent to you. More seriously, let’s not discuss the movie itself, but rather focus on its existence, and the fact a major studio has released a film on a teen coming out. A door has opened, which has opened before, but this time, I can see the light pouring in. I’ve watched so many LGBTQ films as a kid, desperately looking for answers, locked up in my room, where I’d download movies on LimeWire for lack of a decent video store. Most of them were brilliant and invigorating for the young artist I wanted to be, but left the young man I was with little to hope for. Suicides, heartbreaks, bullying, gay-bashing… Love, Simon, in all its earnestness, in all its normalcy, shows the struggle of coming out, but with an inspiring conclusion for teenagers who will see “Love, Simon” because they don't feel "normal". Perhaps this will teach them that, even if their life isn't as privileged as Simon’s, they can make a move. And perhaps this can teach us, as an industry, that it’s time to stop relinquishing LGBTQ protagonists to insubstantial, typically comical supporting roles, but rather offer them narratives designed around them, and around the opposite of what is commonly referred to as ”normal people”. Normal is a changeful notion. Had a movie like that existed when I was 15, I maybe wouldn’t have lied to my father about that Ashton Kutcher poster I pretended to give my cousin Stefanie in front of him while it was actually mine. Had I seen it then, things would’ve been different. And I’m happy with how things went, and despite the loneliness you feel as a teen coming out, I felt supported. I was lucky. But most kids aren't. Love Simon is a huge step for them, and for us. Thank you to all the artists and people involved.

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