Zucchero e Catrame di Giacomo Cardaci, romanzo LGBT in una miserabile e smarginata Milano

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Zucchero e Catrame

Cesare è un bambino che chiacchiera e gioca con il suo circolo multietnico di Barbie, ha scelto Ines detta Lines come amica per non rimanere da solo in fila a scuola, passa i suoi pomeriggi con una anziana che lo cosparge di profumo, detestata dai suoi genitori perché fomenta le sue stramberie.
A stravolgere la sua vita arriva il trasferimento di tutta la sua famiglia in un monolocale ai bordi miserabili tra Milano e Cinisello.
Al piano di sopra, però, abita Gabbo, da cui Cesare, ormai cresciuto, è dannatamente eccitato, perché Gabbo è tutto ciò che Cesare vorrebbe essere: uno deciso a prendersi dalla vita tutto, costi quel che costi.
Per questo, quando suo padre viene arrestato, la madre si rifugia nel letto, il fratello scompare, Cesare decide di risalire dal fondale del proprio abbandono seguendo le tracce di Gabbo.
Per entrare nel giro, però, Cesare deve smettere di essere Cesare, dire di sì a ogni tipo di richiesta ma anche abbandonarsi a una fascinazione morbosa simile a quella che prova per Gabbo.
Una fascinazione che lo eccita come lo zucchero ed è ripugnante come il catrame, e che alla fine gli chiederà un conto molto, forse troppo, salato.

Esce in libreria il 28 febbraio Zucchero e Catrame, terza fatica letteraria di Giacomo Cardaci, edita da Fandango Libri.
Lo stesso Cardaci, sui social, l’ha così presentata: «Questa storia non è per tutti. È per coloro che sanno vedere le sfumature, le contraddizioni nascoste in ognuno di noi. Parla di come le aspettative degli altri possano distruggere ciò che c’è di bello in noi e creare solo odio. Di come il desiderio di soldi, la mancanza di soldi, sia in grado di avvelenare una famiglia. Parla di una Milano ai bordi, miserabile, smarginata. Dei confini opachi tra disonestà, onestà, odio, rabbia. Di come ognuno di noi possa essere colpevole e innocente, vittima e carnefice, zucchero e catrame».